La formulazione letterale dell'art. 2935 cod. civ. - che fa specifico riferimento al fatto che i soci o i terzi siano "direttamente danneggiati" dagli atti dolosi o colposi degli amministratori - impone una riflessione che parrebbe escludere l'esperibilità di una tale azione nel caso in cui il danno lamentato costituisca un mero riflesso dello stato di decozione in cui versa la società amministrata e poi assoggettata a pocedura concorsuale.

La Suprema Corte è intervenuta in merito all'applicabilità della procedura di indennizzo diretto nel caso di incidente stradale nel quale siano coinvolti più di due veicoli.

Di indubbio interesse, anche per la particolare completezza nella disamina della materia, è una recente sentenza della Suprema Corte di Cassazione e, segnatamente, a Cass. Civ., Sezione Terza, n. 10124 del 18 maggio 2015, pronuncia che peraltro cassava una decisione della Corte d'Appello di Brescia la quale, a sua volta, confermava una sentenza del Tribunale di Bergamo.

La Suprema Corte è intervenuta nuovamente sulle responsabilità dell'alienante e del secondo acquirente nel caso di doppia vendita di immobile con la conseguente frustrazione del diritto del primo acquirente che subisca la maggiore velocità del secondo nel trascrivere l'atto di acquisto.

Un'interessante pronuncia del Tribunale di Bergamo in ordine ai rimedi a disposizione dell'acquirente di un sito rivelatosi inquinato.

Il Regolamento (UE) n. 1169/2011 relativo alle informazioni sugli alimenti in favore dei consumatori, entrato in vigore il 13 dicembre 2011, ha trovato applicazione a decorrere dal 13 dicembre 2014; per le disposizioni in materia di etichettatura, presentazione e pubblicità degli alimenti ed ha piena applicazione dal 13 dicembre 2016 relativamente alle disposizioni in ordine all'etichettatura ed alle informazioni nutrizionali.